venerdì 11 marzo 2022

Darach e03.02

DM MasterUju

Le persone, i banchi del mercato persino i muri degli edifici sembrano sagome di legno di una scenografia messe fuori posto da operai svogliati, anche il colore del cielo ti sembra sbagliato tanto le morse della preoccupazione ti stanno attanagliando lo stomaco.
Apri la porta della bottega di Isold; ti sembra di farlo normalmente ma forse non è così perché la maniglia ti resta in mano mentre il resto della struttura cede di lato poggiandosi in diagonale tra il muro e il basso soffitto...
Caleb è su una sedia, non lo hanno legato ma non serve, la paura sul suo viso si può tranquillamente quantificare col numero di lividi sul suo viso e sul suo corpo.
I tre orchi stanno in piedi intorno, con le nocche sporche di un sangue che non gli appartiene...
Isold ti sorride malignamente mentre si rinfila l'occhio di legno nell'orbita dopo esserselo lucidato sul panciotto del vestito...
"Ciao, baffi rossi... così non sei riuscito a mantenere il nostro accordo ed hai permesso alle informazioni di arrivare prima a qualcun altro...
...Cosa ti avevo promesso a riguardo?"
Serri i pugni e stai per scattare in avanti ma uno degli orchi poggia un pugnale alla gola di Caleb...
"Ah! Fermo ragazzo... non vorrai mica peggiorare la situazione?"
Ti fermi, mentre la grossa Bugbear ti viene incontro ghignando,
"Ora ti insegneremo un po' di vita vera... ragazzo..."
Una voce la interrompe dalla tua destra... una voce familiare "Io credo di no, a dire il vero."
Vi voltate entrambi di scatto... Victor sta seduto su un tavolo, sorridente mentre si accende un sigaro....
"Che vuole fare signora Isold, si arrende subito e ci rende il bambino?"
Lei e gli orchi ridono rumorosamente "E perché mai dovrei farlo? Per paura di un piccolo gnometto come te?"
"Poi non dica che non l'ho avvertita..." Victor ride di nuovo ma questa volta in maniera molto meno amichevole...
Subito dopo un bagliore dorato invade la stanza... molte delle cianfrusaglie ammucchiate volano via spaccandosi al suolo e contro ai muri, ci metti un paio di secondi a recuperare la vista, ma decisamente è un uomo, quello che cammina deciso fuori del bagliore...
Lo hai visto qualche volta da lontano e tu, come molti altri nella città bassa avete sempre preferito tenervi alla larga da lui...


"Plane... Walker..." balbetta Isold...
Il giudice, capo di tutta la milizia di Neverwinter tiene gli occhi puntati sulla bugbear da quello che sai la sua forza è pari soltanto alla sua spietatezza, dicono operi in favore degli dei della luce ma dicono pure che sia un immenso stronzo...
"Dunque Isold, te la sei presa con un dei miei, e poi anche con un bambino..."
"Uno dei tuoi? Ma no, giudice, questi sono solo dei delinquentelli da due soldi..."
"Vuoi forse dirmi chi sono i miei uomini? Pensi di saperlo meglio di me?"
Isold si blocca, senza rispondere, ha sicuramente perso tutta la sicurezza e ti pare che sotto al pelo stia tremando...
Il giudice fa un altro paio di passi e si avvicina a Caleb, poggiandogli adagio una mano sulla spalla...
"Allora, facciamo così: ora i ragazzi vengono via con me e tu chiuderei un occhi su tutta la faccenda. Sempre che non preferisca che te lo faccia chiudere io... Come la volta scorsa."
E' piscio quello che le macchia i pantaloni? Davvero?
Cala un silenzio quasi imbarazzante mentre il giudice e Victor accompagnano te e Caleb fuori della catapecchia...
Anche fuori il vuoto si spalanca intorno a voi, Victor ti arriva vicino "Scusa se ho fatto tardi, e scusa se non mi sono accorto che ci spiavano..." sorride imbarazzato "...e scusa se non ti ho detto subito per chi lavoro ma non potevo..."
"Basta Victor, fai parlare me." lo interrompe il giudice "Hai aiutato il mio agente e a quanto pare sei stato anche molto capace... Ho un'offerta per te... In base a quello che avete scoperto potrei darvi un incarico. Verrai pagato e visto che non hai abbastanza mezzi per farlo tu, mentre lavorerai per me, assieme a Victor, io mi occuperò di sistemare i tuoi fratelli e sorelle lontano dai pericoli della città bassa.... Che ne dici, baffi rossi, ti va di cambiare vita?"
(...)


Darach An Thradd

Ci metto qualche secondo a rendermi conto che sarebbe il momento di una risposta da parte mia... Mi riscuoto dalla sensazione di sbigottimento e sollievo in cui l'improvvisa comparsa di Victor e del giudice mi aveva gettato.
Innanzitutto, un bell'inchino: anche se Planewalker non da l'aria di uno che da importanza a queste cose, è pur sempre un pezzo grosso... Posso la mano sulla testa di Caleb, che grazie agli dei sembra essere rimasto ancora più inebetito di me e non ha ancora aperto bocca, e lo faccio inchinare insieme a me.
"Lasciate che vi ringrazi, giudice, per aver salvato me e mio fratello da quell'orrenda situazione! Mi considero in debito con voi e sono più che disposto ad onorarlo con qualunque missione deciderete di assegnarmi, tanto più volentieri se mi permetterà di lavorare ancora con Victor! E se nella vostra generosità reputerete di poter ripagare il mio lavoro con la protezione dei miei fratelli e sorelle, la mia gratitudine presso di voi non potrà che aumentare..."
Mi rialzo dall'inchino e guardo Planewalker negli occhi cercando di concentrare tutta la forza di volontà nella faccia per non farmi tremare le labbra...spero che per compensazione non comincino a oscillarmi le gambe... E cerco di tenere un tono più serio e deciso che posso: "Ho solo una condizione: detesto i prepotenti e chi si approfitta dei più deboli, quindi non avrò nessun problema ad occuparmi per voi di trafficanti di robaccia, o Zentarim che chiedono il pizzo, o altri criminali pericolosi. Ma i bassifondi sono stati la mia casa per molto tempo, e se mi chiederete di fare qualcosa contro la povera gente, i disperati o i diseredati di Neverwinter, non penso che la mia coscienza me lo permetterà. Pensate sia accettabile?"
Respiro profondamente mentre attendo la sua risposta, quando all'improvviso sento un leggero prurito ai baffi... Caleb ha aperto la bocca come per dire qualcosa, con più discrezione possibile sposto la mano dalla sua testa a tappargli quella fogna che si ritrova: non. è. proprio. il. momento.
(...)

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