mercoledì 2 marzo 2022

Elektra e04.03

DM MasterUju

Aveva detto di essere una cacciatrice della luna... ignori l'origine del nome, della donna e di qualunque fosse il significato di tale titolo... ma questo albero sotto la luna reagisce illuminando il metallo che i prigionieri sono costretti ad estrarre e vuoi o non vuoi qualche cosa con la luna deve pur entrarci...

Come motivazione ti pare abbastanza valida per tentare l'assalto frontale, guardi il prigioniero, sorridi e ammicchi, poi torni a concentrarti, salti in piedi sulla ringhiera e scocchi verso il balestriere che sta mirando dalla tua parte, centrandolo nell'occhio.
Poi a quello che stava ricaricando che per schivare il colpo lascia cadere l'arma e finisce per intralciare l'avanzata di uno degli armigeri, il secondo di essi arriva schiva i compagni e continua a correre nella tua direzione, si blocca e alza la punta della lancia verso Raen che gli si è parata di fronte...

Quindi senti il grido dal basso, "Che cazzo fate! Non ne uscirete vivi, sciocchi bifolchi!"
Riconosci la voce del nano e le grida di qualcuno che è stato colpito, sotto ai tuoi piedi si è alzato un gran trambusto.

Ti senti molto motivata, convinta, quasi gioiosa, quasi come durante i festeggiamenti sulla nave di Azan...
Ti scappa un grido entusiasta "MORTE DAL CIELO!"

Scocchi un altro colpo nel braccio dell'uomo che fronteggia Raen e tanto basta alla tua amica per sbatterlo al suolo e strappargli gran parte della faccia...

Gli altri due soldati buttano lo sguardo verso il basso, dandoti il tempo di fare altrettanto.
Gli schiavi si stanno ribellando alle guardie usando i picconi come armi, alcuni in preda alla foga hanno cominciato a rispondere al tuo grido con il medesimo richiamo.

Negli attimi successivi prendi a scoccare senza sosta, senza quasi mirare come se le frecce dovessero obbedire alla tua volontà più che ai tuoi gesti.
I due soldati sulla balaustra cadono, così come uno di quelli a terra, mentre gli schiavi si ammassano sui restanti in preda alla furia e al rancore.
Ti sembra di veder sorridere anche Raen. Poi gridi "NO!"
Dannazione... quel nano doveva essere davvero un infame se lo stanno facendo a pezzi con così tanto gusto...

Quando il massacro si placa gli uomini si voltano tutti verso l'alto. Sei in piedi sull'orlo del passaggio e magari non vorresti portare la gonna, ma ora come ora sembra che nessuno ci stia facendo caso, incroci lo sguardo dell'uomo di poco prima che alza il braccio e inizia a gridare
"MORTE DAL CIELO!" 
"Morte dal cielo! MORTE DAL CIELO!" gli fanno eco gli altri.
Come se non bastasse anche Raen sembra essere in preda all'entusiasmo e ruggisce verso la volta della caverna...

Sei quasi indecisa se scendere a piedi o buttarti e vedere se ti prendono al volo...
(...)


Elektra

Decido di scendere a piedi per tranquillizzare la situazione. Abbiamo avuto la meglio, evviva!, e questi uomini sono finalmente liberi, ma io vorrei capire cosa sta succedendo in queste terre e perché si sta scavando questo metallo tanto speciale da costringere alla schiavitù e distruggere l'anima di questo bosco.
Vado a raccogliere il libro del nano e poi mi rivolgo all'uomo che ormai è il capo di questi disperati. 
"Chi siete? Chi e perché vi tiene schiavi? Cosa ci fanno con questo metallo che si può prelevare a discapito della natura e solo alla luce della luna?" 
Dobbiamo sistemare questa zona: eliminare le tracce di passaggio umano qui dentro. Dovremo spostare e ammassare i caduti nella galleria iniziale, senza contaminare ulteriormente questa area una volta probabilmente sacra ma oggi deturpata e tormentata. Andrebbe chiuso l'ingresso e reso irriconoscibile. Ma come fare per lasciare in pace questa zona e far si che possa ristabilirsi senza che l'uomo torni ad invaderla? Questi uomini possono aiutarmi a trovare un modo per proteggere non solo loro stessi ma anche questa magnifica pianta che subisce ingiustamente le violazioni degli uomini?

Ha accolto me e Raen sotto i suoi rami, è stata per noi una piacevole compagna per la serata... Avrei tanto voluto riposare tra le sue grandi e sicure radici. E invece abbiamo dovuto scoprire che stava soffrendo, e non solo lei...
"Non so quanto tempo abbiamo, ma direi di sbrigarci perché dovremo riposare e voi domani iniziare una nuova vita, all'insegna della libertà e dell'indipendenza. In queste terre mi sembra di capire vi siano grandi problemi se si ricorre allo schiavismo e allo sfruttamento incontrollato della natura. Purtroppo il mio destino mi impedisce di fermarmi a lungo in un posto. Posso aiutarvi per quanto il tempo me lo consente: poi sarò costretta ad allontanarmi da voi, per il vostro stesso bene." 
Accenno al libro che ho in mano. "Allora, da cosa vogliamo iniziare?"
(...)

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