mercoledì 9 marzo 2022

Elektra e07.01

DM MasterUju

Entrate adagio all’interno della grande costruzione. Due file di pilastri di pietra percorrono un lungo e alto corridoio. Le colonne salgono per una decina di metri perdendosi nell’oscurità di una volta acuminata, il corridoio procede nelle tenebre per almeno trenta metri fino a diventare troppo lontano e troppo buio per vedere oltre.

L’architettura del posto non assomiglia a nessuna che tu abbia mai visto prima e l’enorme quantità di polvere e muschio non ti aiuta a capire meglio.
Alle pareti su entrambi i lati ci sono gli avanzi di antichi dipinti divorati dal tempo, tra il buio e le ragnatele che li ricoprono non ti riesce di capire cosa ci sia raffigurato sopra. Solamente delle strisce di un colore verde acceso, tendente al giallo ha resistito agli anni ma non abbastanza da diventare un indizio sufficiente.

Senti solo il rumore dei tuoi passi ed il respiro di Raen, mentre avanzi e la strada si mostra ai tuoi occhi elfici: davanti, molto più avanti, c’è un’altra volta, più bassa a forma di punta che incornicia il passaggio su una scalinata di pietra, diretta verso il basso…

Riesci però a fare caso a quanto le ragnatele diventino sempre più fitte e massicce, vicino al secondo passaggio somigliano ad una grotta bianca e traslucida.
L’istinto anticipa i pensieri e ti metti in guardia, impugnando l’arco. Raen sembra aver avuto i tuoi stessi stimoli e il pelo sulla sua groppa si rizza mentre un basso e continuo ringhio le esce dalla gola…
Voltando gli occhi in alto vedi un ragno enorme che tesse la sua tela contro il soffitto della costruzione, e poi altri due, uno appollaiato sul fianco di una colonna e un altro sulla parete, a pochi passi dall’ingresso delle scale…

Sembra che ancora non ti abbiano notata… o almeno speri che sia così…
(…)


Elektra

Ugh...

Mi si accapona la pelle e scarico un brivido lungo la schiena.
Non sono un'amante dei ragni, devo ammetterlo.
Non credo potremo passare inosservate con quelli laggiù e onestamente mi sentirei più tranquilla se fossero inoffensivi (dovessimo dover fare dietro front).

Purtroppo non conosco incantesimi con cui addormentarli o stordirli. Per quanto tenti di evitare di prendere le vite altrui senza forti motivazioni, non credo di avere molta altra scelta in questo momento.

Faccio un cenno a Raen di fare attenzione e punto l'arco verso l'alto.
Con un altro brivido che non riesco a trattenere prendo la mira.

La parte peggiore sarà riprendere le frecce dai loro corpi...
(...)


MasterUju

Punti l'arco e focalizzi l'attenzione, hai i brividi all'idea che una di quelle cose ti si avvicini e più che temere per la tua incolumità stai cominciando a desiderare che spariscano il più in fretta possibile.
Hai sentito spesso i maghi rossi parlare dei loro incantesimi di fuoco e ora vorresti davvero conoscerne uno bello forte.
Tendi l'arco, mirando a quello più vicino senza renderti conto di essere molto più tesa della corda...

Poi qualcosa ti tocca la gamba...
Gridi come una ragazzina saltando in maniera scomposta: un altro di quei cosi ti si è appena attaccato ad una coscia....
I pantaloni! I PANTALONI!!! PERCHE' NON HO INDOSSATO DEI PANTALONI?!?
Ti maledici per un momento mentre la versione in miniatura dei mostri alle pareti cade a terra e fugge via nascondendosi in un cumulo di muschio...

Raen si mette a ringhiare riportandoti al qui e ora, dove ti ricordi di essere in pericolo.
Volti ancora lo sguardo verso i ragni più grossi, sono tutti voltati dalla tua parte...
Non capisci bene da quale parte del suo corpo arrivi la voce ma una di quelle creature ti sta decisamente parlando...

"Oh, un visitatore! Quanto tempo è che non ne veniva uno?"
Gli risponde un altro "Almeno dieci generazioni di noi... la bisnonna ne parlava come di un lontano ricordo..."

Tutti e tre cominciano a scendere nella tua direzione borbottando qualcosa sulla fortuna di aver potuto vedere un elfo per davvero, prima di morire...
Raen indietreggia ringhiando ma le creature sembrano tutt'altro che minacciose mentre ti si avvicinano e parlano come tre zie vagamente rintontite...
Non che tu abbia mai avuto una vecchia zia ma ti pare di averne sentito parlare quando eri una bambina...

"Signorina, ci dica signorina: come mai si trova nell'antico monastero?"
"Ma che dici? Si dice monastero antico!" corregge il secondo
"Siete sicure? A me sembrava che si chiamasse monastero dell'antico..." Incalza la terza.
"Magari è una turista, o meglio una studiosa..."
"Ma cosa dite, non lo vedete l'arco? Non sentite la magia che emana? Costei è una cacciatrice della luna, sicuramente è qui per una missione importante!"
"Una missione! E che genere di missione?"
"Come faccio a saperlo, io ero qui con voi, prima del suo arrivo..."
"Ma se è qui per una missione dobbiamo aiutarla..."
"Sì, dobbiamo per forza, il monastero adesso è pieno di mostri e lei di certo non può andare avanti in quello stato..."
"Perché, qual è il suo stato?"
"E come faccio a saperlo, però se l'aiutiamo di certo ce lo dirà..."
"Hai ragione, facciamo qualcosa per lei..."
"Venga signorina abbiamo di che aiutarla!"

Senza darti il tempo di ragionare ti si avventano addosso e non sai bene in quale maniera una ti toglie l'arco, mentre la seconda con un rapido gesto delle zampe ti slaccia l'armatura...
Vorresti gridare ma sei impietrita mentre senti sulla schiena qualcosa di appiccicoso che si adagia alla pelle diventando sempre più fitto, in pochi istanti sei coperta di ragnatele.
Quando i tre ragni si tirano indietro ti rendi conto che qualunque cosa ti abbiano sbavato addosso ora non è più attaccato al corpo, ma solo avvolto intorno, un rivestimento aderente su cui potresti tranquillamente indossare sopra i tuoi vestiti.

"Ecco signorina... spero che sia di suo gusto... adesso ci vuole dire da quale stato arriva? E per quale importante missione si trova qui?"
(...)


Elektra

Mi guardo addosso. Ma che roba è?
Al tatto è liscio, morbido. Leggero ma... protettivo!
Certo, per un attimo ho visto tutto bianco. Non so nemmeno come ho fatto a non svenire ma non ho potuto evitare di paralizzarmi dal terrore. Altrimenti mai mi sarei fatta toccare!
Nonostante la mia repulsione istintiva per codesti animali sia più forte della mia razionalità, non sono certo un'ingrata.

"Io.... ehm, grazie..." Faccio un passo indietro sperando che una maggior distanza mi dia più coraggio. Accarezzo la testa di Raen e provo a proseguire.
"Mi chiamo Elektra e provengo dal Thay. Una donna misteriosa mi ha liberata da una brutta situazione ma ha passato a me la sua missione. Non conosco i dettagli, ma pare che sia legata al destino dei cacciatori. Da quel giorno in poi un essere malvagio mi segue, facendo uso di una strana nebbia che può generare non morti al suo servizio. Un umano mi ha indirizzata verso la città di Erenna dove potrei trovare risposte alle mie domande e informazioni utili. Sto cercando di arrivarci, seppur con numerose deviazioni..."

Ormai ho preso il via, approfitto del momento.

"Voi avete detto che l'arco possiede della magia... e mi avete chiamata 'cacciatrice della luna'. Vi prego, raccontatemi tutto quello che sapete, per favore! E magari, se possibile, spiegarmi anche questo vostro inatteso regalo, in base a quanto pare mi aspetti proseguendo...."
(...)



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