Scivolate insieme nel piccolo ingresso a volta scolpito sul fianco della torre, il passaggio è stretto e Raen ci passa a malapena, ma a tentoni continuate a procedere fino a trovarvi di fronte ad una botola.
Sopra la tua testa il soffitto dev'essere sottile, tastandolo con la mano ti rendi conto che fatto di assi di legno poggiate una sull'altra, senti delle persone camminare al piano di sopra, ignare della tua presenza stanno parlando.
"...qualcuno ha fatto irruzione nei tunnel dei duergar qui vicino ieri pomeriggio, pare fossero soldati di Neverwinter... non è che qualcuno si è accorto di cosa stanno combinando quei pazzi di nobili?"
"Non lo so, ma se dovesse succedere è meglio se stiamo pronti a scappare..."
"Hai ragione, non mi piace avere a che fare con drow e nani grigi e poi adesso dobbiamo trattare anche con quella strana banda di Mannari..."
"Questa gente combina cose strane e la nostra paga non sarà più sufficiente se le cose peggiorano... arrivano notizie inquietanti..."
"Parli dell'arciera?"
"Quella! Ha fatto fuori un intero gruppo al feudo dei Forsaken, e poi si è messa ad attentare alla vita di lady Poarcher... com'è che la chiamano?"
"Sui manifesti c'è scritto morte dal cielo... i mercanti dicono che ha anche ammazzato quel pirata orco, il divorateste, con un colpo solo!"
"Già! E pare che un altro strano tizio abbia sconfitto la strega con la pelle nera... Siamo a rischio qui, noi ladri qualunque..."
"Te lo dico io, è meglio se stiamo pronti a scappare..."
"Guarda se tutta l'operazione non deve finire in vacca prima ancora di aver conquistato il feudo dei Thar..."
"E tutto per quello stupido obelisco..."
Le voci e i passi si allontanano, lasciandovi sole con la vostra botola. Se fosse possibile ti sembrerebbe che Raen stia ridendo soddisfatta...
Apri l'ingresso al sotterraneo e vedi una scala che si perde nel buio, oltre le possibilità dei tuoi occhi, un gran calore proviene dal fondo e diventa più forte mano a mano che scendete... adagio perché la tua povera tigre non si sente a suo agio con una scala di quel tipo, sebbene...
"Un momento, ma come ci riesci?" le domandi quando ti rendi conto che sta scendendo come se fosse una persona...
Scendete per un numero davvero grande di minuti, quasi un'ora intera, a metà del percorso il calore diventa ancora più intenso e vedi una luce farsi spazio del fondo del passaggio: un forte rumore di martelli echeggia dal fondo e il passaggio si illumina del caldo arancione riflesso del fuoco di fucina...
Alla fine, tirando entrambe il fiato vi ritrovate in una grotta rotonda, con il soffitto a volta molto basso, sulla sinistra sta una fornace accesa e di fronte ad essa due nani dalla pelle azzurra che litigano animatamente...
Decisamente non sono duergar, la loro pelle è troppo chiara e decisamente non sono due nani comuni, nessuno dei due porta la barba o i capelli lunghi...
"OOOH, Sindri non puoi sempre scocciarmi con queste tue manie!" Esclama il primo.
"Senti Brok, quelle sono le mie tenaglie se le vuoi usare le devi tenere pulite! Non voglio che le usi per prendere quelle schifezze che chiami componenti!" Risponde il secondo.
Pare non ti abbiano ancora notata...
(...)
Elektra
E questi chi sono?
Di certo non mi aspettavo di trovare qualcuno, visto quanto siamo scese... ma addirittura una fornace in funzione! Mi domando se siano al soldo dei feudatari di zona, perché i banditi qui sopra non mi sembrano esserne consapevoli.
Magari invece nessuno sa di loro?
Buoni o cattivi? Nemici o amici? Sempre lo stesso dilemma, ultimamente.
Ma io sono arrivata sin qui per la runa e basta, non per uccidere nessuno. E quindi, attacco a sorpresa per renderli inoffensivi o mi presento e perdo il vantaggio?
Tengo la maschera, vediamo come reagiscono e mi comporterò di conseguenza. Avere una doppia identità potrebbe farmi davvero comodo: passare per qualcuno al soldo di uno dei feudatari o mostrarmi per quella che sono. Faccio cenno a Raen di aspettarmi nell'ombra e di mimetizzarsi. Meglio essere prudenti.
Devo capire chi sono, da che parte stanno e cosa fanno qui.
"Buonasera, signori" faccio entrando nell'area illuminata dalla fornace, come se nulla fosse.
(...)
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