Da che hai memoria hai sempre vissuto in schiavitù. Nel Thay, dove sei nata vendere schiavi è una delle attività più remunerative e i maghi rossi di cui fa parte il tuo padrone la praticano con sadismo e soddisfazione.
Sei stata separata dai tuoi genitori senza averli mai conosciuti ma sai che probabilmente la tua nascita non è stata decisa da loro ma probabilmente è solo frutto di qualche malsana idea del padrone.
Gli schiavi vengono solitamente trattati con brutalità e sadismo e il non averti mai fatto subire torture o stenti è probabilmente perchè nel momento in cui verrai venduta il tuo aspetto influenzerà molto il prezzo.
Sei stata separata dai tuoi genitori senza averli mai conosciuti ma sai che probabilmente la tua nascita non è stata decisa da loro ma probabilmente è solo frutto di qualche malsana idea del padrone.
Gli schiavi vengono solitamente trattati con brutalità e sadismo e il non averti mai fatto subire torture o stenti è probabilmente perchè nel momento in cui verrai venduta il tuo aspetto influenzerà molto il prezzo.
Nella caverna dove ti hanno cresciuta siete tutte giovani elfe, ovviamente i padroni non vi informavano delle proprie intenzioni ma tra le chiacchiere origliate e i comportamenti delle guardie tra i sussurri delle tue compagne hai spesso sentito dire che la vostra selezione vi vuole, belle, longeve e forti... un articolo di gran lusso per il commercio...
Tu e altre tredici ragazze eravate nell'età adulta da poche settimane quando un gruppo di soldati ha scortato il mago padrone nella grotta... egli ha sentenziato che foste pronte e il giorno stesso siete state messe su un carro e portate via dalla città.
Il carro è scortato attraverso le montagne da un gruppo di soldati, vi lasciano uscire due alla volta durante le soste per levarvi e farvi mangiare, a parte questo il ritmo dell'avanzata è decisamente forzato e nonostante non siate costrette a camminare è tutto molto stancante...
Dopo diverse ore di strada in salita il sentiero sul fianco della montagna si allarga in un piazzale naturale: tra le rocce alla tua destra sta la parete rocciosa mentre a sinistra, dallo strapiombo riesci a vedere quello che credi sia il mare ma di cui fino ad oggi avevi soltanto sentito parlare.
Fino a poche ore fa il pomeriggio era caldo e luminoso ma d'improvviso si è alzata una fitta nebbia e i soldati hanno preferito fermarsi per non correre il rischio di cadere di sotto.
Più del cambio di clima ti sorprende che nessuno oltre te sembra aver notato quello strano movimento che si svolge poco più avanti sul sentiero. Non riesci a capirne il motivo ma dietro al collo senti un brivido e cominci ad aver paura.
Provi a fare un cenno ad una guardia ma quella ti zittisce mentre ti toglie le catene "Se devi andare a pisciare sbrigati ma cerca di non allontanarti. Il padrone sarebbe seccato se dovessi ammazzare la merce."
Di certo per come ti senti adesso l'ultima cosa che riusciresti a fare sarebbe abbassare la guardia, qualcosa si muove nella nebbia ne sei certa e una delle tue sorelle per potersi liberare gli sta andando incontro...
Vorresti urlarle di tornare di indietro ma di certo otterresti solo delle frustate dalla guardia per cui esiti mentre la sua figura si fa meno nitida entrando nella foschia.
Poi arriva il grido terrorizzato e tutti soldati scattano all'unisono. Il sangue ti si gela nelle vene mentre vedi la creatura avanzare trascinando il cadavere della ragazza per i capelli.
Non riesci a ragionare lucidamente, in un momento attorno a te è scoppiato il caos, un gruppo di esseri mostruosi si stanno avventato verso la carovana, non capisci il motivo, non sai cosa fare e le guardie che fino ad oggi avevi sempre temuto più di ogni altra cosa sembrano spaventate quanto te mentre i non morti che le attaccano sono sempre più numerosi...
Vorresti scappare ma sei impietrita e senti che potresti finire a terra morta in pochi istanti come sta accadendo a quasi tutti intorno a te, quando una delle creature ti arriva vicino senti che la fine è prossima e speri solamente che non sia troppo lenta.
Ma invece di sentire i colpi abbattertisi addosso senti il vento che ti smuove i capelli e quando ricomici a mettere a fuoco il mostro è volato lontano da te, con una freccia luminosa piantata nel petto.
Nel caos e nella nebbia vedi solamente una luce provenire dal costone di roccia, da una donna, ferma in piedi all'ingresso di una grotta che prima non avevi notato.
"Di qua! Presto!" Grida nella tua direzione.
(...)
Elektra
Mi guardo attorno per vedere cosa ne è dei soldati, che in teoria dovrebbero difenderci in quanto merce preziosa, ma soprattutto delle mie compagne di viaggio, se qualcuna come me ha visto la donna. Ma non riesco ad essere lucida per capirci veramente qualcosa e, col cuore che batte all'impazzata, il mio istinto mi fa scattare verso la luce e la voce. Il tempo sembra rallentato, sento le gambe incerte ma so che sto correndo anche se ogni mio senso è puntato a capire cosa mi sto lasciando alle spalle e se ce la sto facendo. Arrivo alla grotta, non so nemmeno io come né in che stato.
(...)
DM MasterUju
Ti volti per vedere cosa succede alle tue spalle, vorresti urlare alle tue sorelle di mettersi in salvo assieme a te, vedi i non morti uccidere loro e le guardie senza problemi e senza rimorsi. Ti senti gelare il sangue una seconda volta.
Poi qualcuno ti afferra il braccio e ti strattona, la donna con l'arco pianta gli occhi nei tuoi "Vuoi vivere?" ti chiede con voce ferma "Allora corri dentro alla grotta e non voltarti. Continua a correre finchè non sei fuori e non fermarti per nessuna ragione. VAI!"
Poi ti spinge dentro con più forza di quanta ne avesse ogni guardia che ti ha mai picchiato prima...
(...)
Elektra
Certo che voglio vivere e certo che seguirò alla lettera il tuo ordine, sono cresciuta praticamente ubbidendo...
Mi infilo nel buio senza pensarci su. Avevo sempre creduto che una vita in prigionia mi avesse resa insensibile ai luoghi poco illuminati, ma in realtà con questo viaggio avevo anche scoperto che noi elfi abbiamo un'ottima visione anche con scarsa illuminazione. Mentre corro non posso fare a meno di ripensare a tutte le mie compagne di schiavitù. Alcune di loro erano davvero come sorelle. Erano? Si, non posso negare quanto ho visto. Nella corsa mi si annebbia la vista, dalle lacrime. Avrei dovuto condividere anche io il loro destino, perché solo io sono viva e libera?
Il senso di colpa mi assale e sento un gran rivoltarsi nel mio corpo. Rallento un po' perché sento forte il conato che sta per arrivare ma, non so nemmeno io come, riprendo a correre, sempre senza mai guardarmi indietro, come ordinatomi. I muscoli indolenziti dalla corsa precedente mi sembrano pulsare e il dolore per lo sforzo si fa sempre più acuto. Ma quanto ci vuole ad uscire da qui?
E proprio mentre credevo che sarei crollata a terra svenuta, ecco che i colori più tenui lasciano presagire che l'uscita sia vicina. E così è.
Con un ultimo sforzo, continuo nella corsa e, appena la luce mi inonda completamente, finalmente posso rimettere quel poco pasto che ci era stato dato. Sfinita e tremante, mi lascio accasciare esausta sul primo masso che trovo tentando di riprendere fiato e, appena il vorticare dei pensieri me lo permette, di riordinare nella mia mente quanto appena accaduto.
(...)
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