sabato 19 febbraio 2022

Elektra e02.08

DM MasterUju

Azan sembra essere di nuovo attivo, lo vedi mentre con i più maturi della sua ciurma cerca di decidere come spostare la nave pirata che adesso è diventata di sua proprietà.

Tra di loro sceglie tre persone di cui sai poco ma delle quali sembra fidarsi, gli affida dei marinai e il comando del vascello prigioniero.
Dopo un mezz'ora di chiacchiere sembra accordarsi sul fare porto il prima possibile, dalla parte opposta del mare delle stelle cadenti, lì consegneranno i pirati catturati per le taglie e decideranno come trarre il maggior profitto possibile dalla nave, se venderla oppure farne un secondo veliero mercantile, dipende dallo stato in cui si trova lo scafo inferiore non ancora esaminato...

Finiti i piani per il viaggio ti accorgi che si sta guardando intorno, sei quasi incredula quando i vostri sguardi si incrociano e ti corre incontro sorridendo...

"Elektra! Mia cara! Stando alle leggi del mare ora il vascello appartiene a me, ma stai tranquilla non ho intenzione di dimenticarmi di quanto sia merito tuo la sua conquista... Certo è vero che anche la sola percentuale che ti ho promesso sui guadagni del viaggio ti fornirà un bel gruzzolo, ma se decidi di rimanere con noi sono disposto a rivedere i termini del nostro accordo..."
poi ammicca.
"Poi se ti va stasera dopo la cena potresti venire a discutere nella mia cabina... magari ci possiamo accordare per un incarico di prestigio tra le nostre fila... sai ora siamo quasi una flotta..."

Sei indecisa tra il prenderlo in giro e fingere di assecondarlo oppure sdenderlo seduta stante davanti a tutti ma qualcosa ti distrae dal momento e chiama la tua attenzione al mondo intorno...

L'hai già sentita questa sensazione... il mondo intorno sta cambiando...

e una leggera foschia si è alzata sul pelo dell'acqua...
(...)


Elektra

Oh, no... la nebbia!

Mi viene la pelle d'oca sulle braccia e sento distintamente i capelli nella zona tra nuca e collo che si rizzano leggermente. Il ricordo della carovana e dell'attacco durante il mio ultimo viaggio con le mie compagne mi torna prepotentemente alla mente, attanagliandomi la gola. Cerco di riprendermi.
"Ehm... Capitano... ne riparleremo sicuramente in un altro momento. Ora abbiamo qualcosa di cui forse dovremo occuparci con più urgenza."
Mi guarda forse curioso per il mio cambio di atteggiamento, da tranquillo ad agitato e all'erta, o forse sta pensando che sono totalmente impazzita.

Whatever.

Lo tiro per la manica per avvicinarlo al parapetto e fargli notare la foschia che lambisce l'acqua e circonda col suo fare minaccioso lo scafo delle due navi.
Faccio un brevissimo riassunto del disastro in cui mi sono ritrovata quando ho avuto queste stesse condizioni e gli chiedo semplicemente di tenerci pronti ad ogni evenienza.
"È meglio non sottovalutare nulla... sono la prima a desiderare di sbagliarmi clamorosamente."

Spero che legga nei miei occhi e nella voce che l'alternativa non sarà piacevole.
(...)

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