venerdì 25 febbraio 2022

Elektra e03.04

DM MasterUju

Il grosso felino ti fissa e si abbassa sempre più al livello del suolo, sembra ancora timorosa ma non più in preda al panico... il colore del pelo e delle piume che ci crescono in mezzo diventa di un azzurro molto chiaro, ha gli occhi spalancati e sembra fissarti alla ricerca di un segno delle tue buone intenzioni...

Non indietreggia e lascia che ti avvicini, senza farci caso ad ogni passo ti sei abbassata un poco di più sulle ginocchi, quando la tua mano le sfiora quasi il muso sei praticamente accucciata al suolo... ma senti che non basta e se la creatura deve fidarsi di te allora tu dovrai fidarti di lei...

Le porgi il collo, abbassando le mani mostrandoti del tutto indifesa.

La vedi avvicinarsi piano ma rimani ferma e sorridi come se per l'animale contasse qualcosa, attendi mentre ti annusa... infine senti la lingua ruvida inumidirti il collo e la guancia, ti volti a guardarla e l'animale ti si fa più vicino, mentre le tocchi il collo sotto la bocca e il suo colore diventa smeraldino...

Sono forse fusa quelle che ti pare di sentire?

A dirla tutta prima di tirarti in piedi ci metti svariati minuti, quel momento ti da più gusto di quanto avresti creduto....
Infine pensi sia il momento di rimetterti in viaggio, le accarezzi di nuovo la fronte e ti tiri in piedi, tornando a cavallo, sali in groppa e ti volti a salutarla per un'ultima volta ma... ti sta seguendo, esitando e con fare incerto sta cercando di venirti dietro.

Nemmeno il cavallo pare essersi spaventato...
(...)


Elektra

Non ci credo, sta venendo con noi!

E' bellissima e morbidissima come avevo sospettato. Sembrerebbe anche affettuosa, per quanto mi è parso di capire. Probabilmente è sola e apprezza compagnia e gentilezza. Per oggi probabilmente ci faremo compagnia: domani chissà se troverà la sua strada.

Proseguo lungo il percorso segnato sulla mappa: non posso certo fermarmi ad aspettare che la nebbia mi raggiunga in un posto tanto bello. Le parlo con un tono molto tranquillo, in linea con le belle sensazioni dateci dalla foresta.

Le racconto chi sono, da dove vengo, dove sto andando e del pericolo che mi segue e persegue. Un racconto breve, che lei sembra ascoltare e capire, ma che probabilmente resta semplicemente una mia impressione.

"Sai, per quel poco che vale, pensavo che per il tempo in cui vorrai farci compagnia dovremo trovarti un nome... Che ne pensi di... Calen? Uhm, no... forse preferisci Maksa? Tala?" Non sembra interessata, si guarda intorno come se non apprezzasse la faccenda. "Uhm, forse sei affamata ed è meglio riparlarne con lo stomaco pieno."
(...)

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