La notte è senza luna e avvolta dall'oscurità, i tuoi occhi ti hanno sempre aiutato col buio ma questa sera ci vedi quasi come se fosse giorno, le foglie, l'umidità stessa sembrano riflettersi direttamente dentro il tuo sguardo. Il villaggio è oltre il crinale e col buio non dovresti riuscire a vederlo così chiaramente, invece scorgi anche il riflesso del grande lago ai bordi delle case.
Sei affamata e magari anche un po' infreddolita, vorresti trovare in fretta un riparo ma senza farci caso hai comunque già raccolto della legna secca e pensi ad accendere un fuoco.
La foresta si muove ondeggiando nell'aria calma della notte, nessuna traccia dell'angoscia che prima ti aveva trasmesso quella nebbia innaturale...
"Innaturale? E cosa ne dovrei sapere io della differenza tra naturale e innaturale?"
Ma di nuovo non hai tempo di pensare e a dire il vero nemmeno voglia: qualcosa si muove dietro di te, tra un cespuglio di more selvatiche e le radici di un castagno... Senti l'aria carezzare una morbida pelliccia, dei muscoli piccoli e tesi che scattano... il corpo che si muove attraverso la notte e di scatto ti volti lasciando cadere in terra la legna, hai l'arco in mano con una freccia incoccata e la corda tesa.
Il tuo sguardo è fisso in un punto nel vuoto ma senti sulla pelle tutti i movimenti dell'ambiente che ti circonda: la creatura scatta di lato compiendo un balzo mentre il tuo bacino ruota di appena qualche grado prima che le dita lascino la presa dal vertice della freccia che parte sibilando.
Un suono secco e lo sguardo torna a reclamare il proprio ruolo... La lepre è inchiodata al castagno e la cena è servita.
Qualche minuto più tardi hai acceso il fuoco con una tecnica che nessuno ti ha mai insegnato prima, la lepre scuoiata si arrostisce e lo stomaco reclama di essere riempito.
Il mattino seguente ti svegli con una sensazione di tranquillità mai provata prima.
Il villaggio di pescatori è fermo al suo posto ad aspettarti. Magari non possiedi nulla ma adesso ti senti di avere qualcosa da offrire...
(...)
Elektra
La giornata è bella e promettente, vediamo di ricavarne il meglio che posso!
E di buon passo completo il percorso che manca per giungere al villaggio.
Una volta lì faccio un breve giro per capirne limiti e luoghi. Il molo con le imbarcazioni, il piccolo mercato nella piazza del villaggio, la taverna da un lato, case qua e là, forse quella più grande laggiù è del "capo" del posto, qualcuno di riferimento a gestire codesto luogo? Qui sembrano tutte persone semplici, tranquille: potrei iniziare a scambiare qualche parola con quella vecchina al mercato che si godeva il sole. Giacché sembro possedere il dono di muovermi, vedere, sentire in maniera amplificata come ho appurato ieri sera, potrei eventualmente offrire i miei servigi per aiutare il villaggio in qualche faccenda dei dintorni. In cambio, chiederei solo ogni tipo di informazione che possa aiutarmi a saperne di più sulla faccenda dei cacciatori.
"Buongiorno!"
Mi risponde con un cenno della testa mentre mi guarda avanzare verso di lei.
"Salve, sono una viaggiatrice e vengo dal Thay. Sono appena arrivata in questo delizioso villaggio, di cui però non sconosco il nome..." inizio, mandando lo sguardo da una parte all'altra della piazza e lasciando la frase lì sospesa, sperando che ciò la induca ad intavolare una conversazione con la sottoscritta.
(...)
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